No all'austerità: non darà lavoro ai giovani! 10 miliardi derivanti da razionalizzazioni per aumenti dei redditi da lavoro dipendente
Gustavo Piga
Economista
Bisogna convertire gli immensi sprechi in risorse per la crescita del Paese
Rosella Castellano
Matematico Finanziario
Siamo una nuova realtà politica. Ascoltiamo i bisogni della gente e gli diamo concretezza
Melania Boni
Matematica
Crediamo in uno stato competente ed equo, crediamo nel Rinascimento italiano ed europeo
Sabrina Cassar
Giuslavorista
SI alla contromanovra dei Viaggiatori: 1000 euro al mese per il servizio civile di 250.000 giovani
Federica Mezzatesta
Studentessa
Più tutele alle PMI: per una sana crescita dal basso! Diamo subito ossigeno a imprese e lavoratori riducendo imposte dirette
David Vicario
Imprenditore

#3 In Europa da protagonisti

L’Italia è da sempre uno dei Paesi con maggiore vocazione all’integrazione europea. Negli ultimi anni, però, allo slancio convinto verso un’Europa unita si è sostituita una passiva e routinaria applicazione delle regole europee. In luogo di lavorare per migliorare l’Europa, abbiamo subìto le iniziative degli altri Paesi, concentrati ad applicare le regole piuttosto che a scriverle. E nell’applicarle abbiamo utilizzato un metodo meccanico, che garantisse risulti nel breve periodo, dimenticando di continuare a costruire il “sogno Europeo”.

I Viaggiatori in movimento propongono che l’Italia torni ad essere promotore di iniziative politiche ed economiche in Europa, per l’Europa.

Un’Europa che si deve distinguere nel mondo per la volontà di diffondere il benessere sociale e che sostiene lo sviluppo economico insieme alla convivenza e alla solidarietà tra i popoli e le generazioni. Dobbiamo rilanciare l’Europa puntando sulla sua unità.

Il nostro obiettivo è anticipare ed aiutare l’irrinunciabile processo costitutivo in senso federalista degli Stati Uniti d’Europa affinché le future generazioni siano sedute al tavolo delle decisioni mondiali influenzandole invece che “far parte del menù”.

Non sfugge ai Viaggiatori in Movimento come l’Europa sia un mezzo più che un fine. Un fine che facilita il raggiungimento di quella comunità ideale che immaginiamo. Definire come debba essere questa comunità, quali politiche attivarvi, quali libertà lasciarvi prosperare e quali libertà contemperare con la protezione di alcuni diritti e la richiesta di soddisfare alcuni doveri, non è opera di facile determinazione. L’euro deve rappresentare un’opportunità: lo strumento che ci porta a dialogare tra Paesi Europei, che lasciano definitivamente la tentazione di prendere ognuno la propria strada.

Perché se dovessimo abbandonare l’euro, non c’è dubbio alcuno nella nostra mente che il piccolo, eventuale, temporaneo vantaggio di un export italiano maggiore grazie al ritorno alla liretta sarebbe cancellato dalla perdita, immediata, della partecipazione al tavolo mondiale delle decisioni, che solo lo stare insieme tra europei ci assicura.

Euro sì, dunque, ma in una Europa profondamente diversa: che metta al centro delle decisioni comuni il Parlamento dei popoli e non la Commissione dei tecnici, che permetta ai giovani di sentirsi cittadini europei sin dalla loro nascita, che sposti l’accento delle politiche economiche sulla coesione e sulla sussidiarietà soprattutto in tempi di crisi.

Solo creata la giusta solidarietà, con le giuste politiche economiche, si potrà avviare una più concreta condivisione del processo di cessioni crescenti di sovranità politica, all’interno di politiche strutturali che permettano la valorizzazione delle diversità culturali e storiche e dei punti di forza economici di ogni Stato membro, con i ritmi che appariranno più opportuni agli organi decisionali democratici, sempre più centralizzati a Bruxelles.

Il primo passo che i Viaggiatori intendo intraprendere è quello di avviare immediatamente le trattative intergovernative per la realizzazione dell’Unione Politica Europea (UPE) da realizzare attraverso l’ampliamento e il rafforzamento dei poteri del Parlamento Europeo e la creazione di un esecutivo di governo comune europeo. Solo così, accelerando i tempi di un processo inevitabile se vogliamo avere un futuro, la sfida globale potrà essere raccolta dai nostri giovani; avranno bisogno di aiuto.

Con i Trattati Europei in vigore abbiamo un debole esecutivo europeo con poteri condivisi tra Consiglio europeo, Consiglio dei ministri, e Commissione. Ci vuole un solo organo di governo europeo. Ad oggi, abbiamo un Parlamento europeo con poteri legislativi condivisi con il Consiglio e con la Commissione, e poteri diretti sul bilancio europeo e la nomina dei Commissari. Inoltre, i Parlamenti nazionali possono interferire con il processo legislativo europeo, anche bloccandolo. Ci vuole un solo organo democratico europeo di rappresentanza che abbia i poteri legislativi e di controllo delle decisioni esecutive.  La Commissione europea ha ancora un ruolo forte a tutela degli interessi comuni in materia di Concorrenza e di Mercato Interno. Il suo ruolo in materia Fiscale e Monetaria è condiviso con il Consiglio e la BCE. Negli altri settori, non esprime più né un progetto né incisività. In un’Europa rilanciata, la Commissione non ha più ragion d’essere. La Corte di Giustizia ha poteri normativi applicabili a tutti i Trattati dell’UE (è anche previsto il suo ruolo dal 6 Pack e  dal Fiscal Compact). Nella storia europea la Corte ha svolto il più significativo ruolo di integrazione normativa e di sanzione per le violazioni dei Trattati verso i membri dell’UE, gli Stati terzi, e le società private. Ci vuole una Corte di Giustizia potenziata per la costruzione dell’Europa del futuro.

Ecco le nostre proposte in dettaglio per le Istituzioni Europee.

IL PARLAMENTO EUROPEO

Il Parlamento Europeo oggi ha deboli poteri legislativi e di controllo. Riteniamo che ciò debba essere modificato dando un chiaro segnale di legittimazione democratica all’intero sistema europeo, assegnando in esclusiva al Parlamento europeo il potere legislativo, con superamento della Commissione Europea. Il nuovo Parlamento deve essere eletto simultaneamente in tutti gli Stati membri, su liste politiche transnazionali europee, con obbligo di avere in ogni lista 1 candidato su 3 che non sia del paese in cui si vota. I collegi elettorali saranno organizzati in base alla struttura sub-nazionale degli Stati membri, prevedendo un moltiplicatore dei candidati in base alla popolazione votante complessiva dello Stato membro. Un unico sistema proporzionale. Il Parlamento elegge il presidente dell’UE e vota su ogni membro del collegio esecutivo europeo; il presidente, il collegio o i singoli membri possono essere sfiduciati con voto motivato. 

IL GOVERNO EUROPEO

L’Unione europea è attualmente ad un bivio: se non realizza immediatamente la sua integrazione rischia di disgregarsi. Riteniamo imprescindibile rappresentare ai tavoli europei la graduale e continua integrazione delle principali  funzioni esecutive: bilancio europeo, sicurezza, difesa, politica estera. Integrare le politiche di bilancio significa, per i Viaggiatori, la conditio sine qua non per la soluzione dei problemi economici e finanziari che attanagliano l’Europa a partire dalla grande recessione del 2008. L’integrazione della politica estera e di difesa, con la creazione di un vero e proprio esercito europeo, è la precondizione per rimediare al deficit di credibilità geopolitica dell’UE.

LA BCE

L’attuale statuto della BCE ne depotenzia il ruolo, favorendo il perseguimento di soluzioni economiche incoerenti. La BCE deve diventare una banca centrale come in altre federazioni di Stati; in particolare, come per la Federal Reserve, nel suo mandato deve essere inscritto il doppio obiettivo di preservare la stabilità dei prezzi e favorire la crescita economica. La BCE è inoltre l’unico rappresentante dell’UE nel sistema monetario mondiale; il suo mandato internazionale è concertato con l’esecutivo europeo ed è approvato annualmente dall’organo di rappresentanza politica dell’UPE. Più in generale, tutte le decisioni della BCE che hanno carattere strutturale diretto o indiretto di politica economica devono godere della preventiva legittimazione politica dell’organo democratico di rappresentanza a livello europeo. 

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