No all'austerità: non darà lavoro ai giovani! 10 miliardi derivanti da razionalizzazioni per aumenti dei redditi da lavoro dipendente
Gustavo Piga
Economista
Bisogna convertire gli immensi sprechi in risorse per la crescita del Paese
Rosella Castellano
Matematico Finanziario
Siamo una nuova realtà politica. Ascoltiamo i bisogni della gente e gli diamo concretezza
Melania Boni
Matematica
Crediamo in uno stato competente ed equo, crediamo nel Rinascimento italiano ed europeo
Sabrina Cassar
Giuslavorista
SI alla contromanovra dei Viaggiatori: 1000 euro al mese per il servizio civile di 250.000 giovani
Federica Mezzatesta
Studentessa
Più tutele alle PMI: per una sana crescita dal basso! Diamo subito ossigeno a imprese e lavoratori riducendo imposte dirette
David Vicario
Imprenditore

#6 Contro l'austerità

La politica economica che è stata adottata finora in Italia e in Europa, basata sulla “cura” dell’austerità si è rapidamente rivelata fallimentare, portando con sé esiti disastrosi. Recessione e disoccupazione giovanile ai massimi livelli sono state le sue naturali e immediate conseguenze. È dunque evidente come oggi sia necessario intraprendere una nuova strada, di segno opposto rispetto alla precedente: occorre dare una speranza “spirituale” e “programmatica” alle imprese e alle famiglie, occorre spalancare le opportunità.

È indispensabile dare oggi una spinta propulsiva alla crescita economica, ma noi siamo convinti che le risorse necessarie non debbano venire da una maggiore tassazione, che soffocherebbe le imprese, quanto dal taglio degli sprechi. Noi Viaggiatori vogliamo una spending review che funzioni, chiediamo una migliore spesa senza tagli lineari che, come abbiamo visto, creano recessione e disoccupazione.

Nel nostro programma una riduzione della pressione fiscale si avrà in conseguenza della crescita economica che sapremo generare con le nostre proposte e da un radicale cambiamento del come e cosa tassare, un cambio di rotta che aiuti le imprese e contemporaneamente guardi al sociale e all’equità.

Se l’economia muore per l’austerità, crollano le entrate fiscali e salgono deficit e debito. Questa dinamica va arrestata con uno spostamento del carico fiscale verso la tassazione sui consumi che non danneggi i ceti più deboli. É necessario modificare la composizione delle entrate spostando il prelievo dalle imposte dirette (lavoro e impresa) a quelle indirette e sui patrimoni. Il recupero di gettito che si avrebbe con il prelievo sui consumi andrebbe restituito alle famiglie non solo per la crescita ma anche per neutralizzare la regressività dovuta all’aumento dell’IVA.

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